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PELLEGRINAGGIO A LORENGHEDWAT
 
15/05/2017 - Canti, balli, preghiere e tanta, tantissima soddisfazione per il primo pellegrinaggio organizzato da Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo in Karamoja! È questo che leggiamo nella testimonianza di Don Sandro, guida spirituale del Movimento che ormai da sei mesi vive in Uganda, intrecciando la sua quotidianità con quella di centinaia di karimojong.

“È stata una giornata unica, veramente stupenda. Abbiamo realizzato il pellegrinaggio a piedi che da tanto tempo stavamo preparando, da Moroto a Lorenghedwat. Nella chiesa di Lorenghedwat c’è una copia della nostra Madonna del Pelingo. Sono stati 26 Km di strada, per la maggior parte sterrata, passati tra canti e preghiera. I giovani che hanno accolto questa iniziativa sono stati un numero, a detta di tutti, incredibile: più di ottocento. Io, pensando di esagerare, avevo fatto preparare 700 cartellini, dove si scrive il nome del partecipante, da attaccarsi addosso. Abbiamo dovuto prepararne all’ultimo momento altri 200.

Era la prima volta che questi giovani partecipavano ad un pellegrinaggio e lo hanno fatto con tantissimo entusiasmo. Io mi sono sentito veramente spinto e trascinato proprio dalla loro presenza, dai loro canti, dalle loro danze, dalla loro continua preghiera. Avevo fatto venire una macchina che mi trasportasse proprio perché pensavo che avrei fatto pochi chilometri, invece la macchina l’ho usata solo per gli ultimi 4 o 5 Km. Mi dispiaceva veramente tanto non fare con i giovani questi ultimi chilometri: ogni tanto scendevo dalla macchina e provavo a camminare con loro, ma i miei piedi proprio non ne volevano più. Per cui mi sono accontentato di guardarli stando seduto dietro la macchina con le gambe fuori perché il portellone posteriore era aperto per dare modo al generatore, che produceva corrente per l’amplificazione, e che era accanto a me, di scaricare all’esterno i suoi fumi. Gli ultimi 500 metri però li ho voluti fare a piedi, anche se zoppicavo in modo piuttosto accentuato. Non potevo non condividere con loro l’ingresso attorno alla chiesa, del grande incontro con la Vergine Maria, che ancora una volta ci ha donato, nella Messa, il suo figlio Gesù.

Siamo partiti alle 7.00 del mattino e arrivati alle 13.00. Alle 13.30 è iniziata la Messa alla quale ha partecipato anche parecchia gente del posto. E’ stato anche questo un grande momento di festa, proprio come vivono la Messa loro: con tanti canti e danze che hanno animato i diversi momenti liturgici. Alle ore 16.00 è finita la Messa e, finalmente, è stato servito il pranzo. Erano quattro le parrocchie, tra le undici che ha la diocesi di Moroto, che avevamo invitato a questo evento. Due della città di Moroto, Naoi nella periferia e quella della cattedrale, la parrocchia di Nakapiripirit e quella di Lorenghedwat. Era il primo "esperimento" e non abbiamo avuto il coraggio di proporlo a tutta la diocesi. Per il pranzo, tipicamente Karimojon: posho (polenta locale molto dura), riso e fagioli con l’aggiunta di una bottiglietta di acqua da 600 ml. Si sono serviti per primi quelli di Nakapiripirit perché erano i più lontano, poi quelli di Moroto e infine quelli di casa di Lorenghedwat. Cominciando dal primo gruppo si sono messi in fila presentando il cartellino con il loro nome e dopo aver preso il piatto si recavano al luogo della distribuzione. Qui non si usano il tovagliolo e le posate...si fa tutto con le mani...ed è un bel risparmio.

Poi via! La partenza verso casa sui camion procurati dal Movimento. Questo perché l’andata del pellegrinaggio si fa a piedi, ma per il ritorno non ci sono genitori, parenti o amici che ritornano a prenderli con l’auto. L’ultimo camion che trasportava i ragazzi è rientrato al compound alle 8.15. Fino a quell’ora io, che ero rientrato alle 18.45 in auto, sono stato in forte trepidazione. Non riesco ad abituarmi al trasporto persone con i camion! A quell’ora infatti ho chiamato al telefono una delle ragazze della organizzazione che mi ha comunicato che tutti i ragazzi erano rientrati.

Non mi resta che ringraziare il Signore per questa stupenda giornata che mi ha dato e per questi meravigliosi giovani con cui passo parecchio del mio tempo. Stasera vado a letto veramente stanco e con i piedi doloranti, ma con il cuore gonfio di gioia. E questa è la cosa più importante perché il dolore ai piedi passerà, il cuore gonfio di gioia, invece, continuerà a darmi la forza di condividere la mia vita con questa gente!”


Al pellegrinaggio erano presenti alcuni ragazzi in servizio civile in Uganda. Santiago ci racconta così la sua esperienza:

“Informati da Don Sandro dell’organizzazione di un pellegrinaggio da Moroto a Lorengedwat per l’anniversario dell’apparizione della Madonna di Fatima, io, Beatrice e Franco decidiamo di lanciarci in questa avventura. Il ritrovo è fissato sabato 13-05 mattina alle 6 di fronte alla cattedrale di Moroto per partire alle 6.30. Ci incamminiamo effettivamente verso le 7 in alcune centinaia e, dopo un’ora di sentieri sterrati tra la savana raggiungiamo Loputuk. Qui si aggiungono altre persone, siamo parecchie centinaia. Si cammina veloce, senza mai fermarsi, con una macchina in testa fornita di casse da cui provengono canti, riflessioni e preghiere. Dopo alcune ore di strade sterrate raggiungiamo l’asfalto. Pensiamo di esserci quasi ma mancano ancora parecchi chilometri. Parlare con chi è al tuo fianco aiuta a non pensare alla fatica sotto il sole, prima nascosto dalle nubi, che ora picchia forte sull’asfalto cocente. Dopo 6 ore di cammino e 26km alle spalle, coi piedi dolenti ma i cuori contenti per la condivisione di questa pazzia, raggiungiamo Lorengedwat. La celebrazione è viva e colorata, come solo qui in Africa. E’ sempre bello assistere ai coinvolgenti balli e ascoltare i canti locali. Con Beatrice ci sediamo stanchi su un muretto dove veniamo assediati da decine di bambini che ci osservano curiosi e ridenti. Si torna a casa tardi, al calar del sole, con macchine e camion ed è bello vedere la gioia nell’aria per aver camminato assieme."


 
 

 

 

 

 

 

 
 
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